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Giustizia per Attilio: sentenza di primo grado PDF Stampa E-mail
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La Terza Corte di Assise ha condannato oggi all'ergastolo Mario Buono e Marco Di Lauro per l'omicidio di Attilio Romanò, vittima innocente della faida di Scampia, ucciso il 24 gennaio 2005.

Assolto invece Cosimo Di Lauro per non aver commesso il fatto.

La sentenza ha disposto il rinvio del risarcimento dei danni in sede civile, prevedendo una provvisionale di 100 mila euro per i familiari della vittima e di 20 mila euro per la Regione Campania, parte civile nel processo.

Accanto alla Famiglia, la Fondazione Pol.i.s., il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e l'associazione Libera.

 

Per Rita e Maria Romanò, la mamma e la sorella di Attilio, che hanno seguito l'iter giudiziario con grande forza e coraggio, si è giunti oggi ad un primo risultato. Dopo sette lunghi anni finalmente chi ha deciso di farsi giustizia attraverso l'arma della vendetta e della faida uccidendo un innocente  è stato inchiodato alle proprie responsabilità.  La verità processuale che è anche verità etica è stata consegnata alla famiglia.

Un percorso lungo, ma non ancora terminato. Assolto per non aver commesso il fatto Cosimo Di Lauro, il capo clan. L'uomo della guerra di Scampia. L'uomo delle decisioni.

Altra strada c'è da percorrere per Attilio e per tutte le vittime  innocenti delle mafie e della criminalità e, come il “giovane gigante buono” scriveva in una sua poesia,  solo  “con  lo sguardo deciso vivrà il cammino”.

T.A.

 
Inverno PDF Stampa E-mail
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Caro Attilio,
oggi mi sono svegliato con un po’ di malinconia ed un po’ di timore. La malinconia non so bene da cosa mi venisse, forse semplicemente dall’inverno e dal fatto che qui a Torino in questo periodo ci si sveglia col buio e con la nebbia. E invece il timore ha un padre certo.
Sai, Attilio, non è facile far parte di un presidio dedicato a te.
A volte ti senti inadeguato, hai paura di non fare abbastanza per te, per la tua famiglia, o semplicemente che le parole che sto scrivendo suonino come retoriche. E poi però penso a te, al tuo sorriso pieno di ottimismo che non ho mai conosciuto ma che mi sento dentro. Mi pare di averti qui davanti…so cosa mi diresti: “Vabbuò Simo’…non ti tormentare…stai sereno”.
Sai Attilio cosa penso? Che solo d’inverno potevi lasciarci…tu non eri tipo da inverno: troppo solare, troppo luminoso.  L’inverno aveva paura di te, lo snaturavi, lo intimidivi…il giallo, il tuo colore preferito, scioglieva le sue tinte fredde. E forse per questo ti ha portato via.
Ti prego, Attilio: non smettere di scaldarci.

 
Un regalo speciale PDF Stampa E-mail
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Saranno trascorsi almeno due anni da quando ho chiesto al mio cognatino preferito di farmi un regalo...ma non un regalo a piacere, sia chiaro! (Si, lo so, a volte sono un po' complicata!)  :)
Infatti io gli ho chiesto un regalo speciale, una cosa rara, per non avere dubbi sul fatto che mi volesse sempre bene nonostante non riusciamo più ad abbracciarci, a salutarci e chiacchierare come un tempo.
Però un regalo speciale a volte ha bisogno di un'occasione altrettanto speciale per essere offerto...e così ho dovuto aspettare di compiere 30 anni per riceverlo!
Ebbene è così: ho compiuto 30 anni, quelli che lui avrebbe compiuto dopo due mesi dalla sua partenza...quelli che lui non è riuscito a festeggiare... E per questo motivo mi ero da tempo ripromessa che, se ci fossi arrivata (beh, voi fate pure gesti scaramantici...ma tanto "del doman non v'è certezza"!) dicevo che mi ero ripromessa di festeggiarli alla grande, perchè, cavoli, io ci sono arrivata... e non è già un bel motivo, quello di essere vivi su questo pianeta, per festeggiare? Noi ci siamo, anche a dispetto di chi quei 30 anni non ha mai potuto compierli, per realizzare anche solo un decimo di quei progetti che noi nemmeno riusciamo ad immaginare!
Così ho deciso di festeggiare per bene: ho richiamato all'ordine i miei familiari, facendogli fare parecchi chilometri per essere qui, poi ho riunito una buona parte delle persone a me più care e, con l'aiuto di tutti (mio marito meriterebbe più degli altri una statua d'oro per la fatica che ha fatto!) abbiamo organizzato una bella festa. Una serata semplice, tra amici, a ridere, a mangiare, a scherzare... Siamo stati bene, e la nostra casa si è riempita di sorrisi, di calore, di affetto. Il giorno dopo, ancora con i miei familiari tutti riuniti...e quando dico "familiari" mi riferisco anche a qualcuno che ho conosciuto di persona proprio in occasione del mio compleanno...ma che in fondo è già dei nostri da tempo...ecco che finalmente arriva il regalo!
Sapete cosa avevo chiesto ad Attilio? Un quadrifoglio! E sapete cosa ho trovato in cucina? Si, avete indovinato! :)
Il mio quadrifoglio non è fatto di erba ma di una stoffa leggera, tipo tulle. Forse è sfuggito a qualche confezione regalo, forse a un pigiamino, una sciarpina...non ne ho idea, non so che dire...d'altra parte non gli ho mai chiesto di materializzare dal nulla un quadrifoglio, solo di farmene trovare uno..poi lui era libero di ingegnarsi come voleva per farmi questa sorpresa!
Adesso il simbolismo si spreca, l'interpretazione è vasta... Certe riflessioni personali le lascio custodite nel mio cuore, però credo non sia un caso se questo quadrifoglio sia arrivato proprio ora che eravamo tutti insieme, in festa, con tanta felicità, spensieratezza...e tanto, tanto Amore.

Un quadrifoglio è solitamente un simbolo di fortuna; un quadrifoglio non propriamente naturale, potrebbe rappresentare una fortuna che dobbiamo in qualche modo crearci anche noi, con un po' di fantasia, di buona volontà, di atteggiamento positivo, di speranza... A volte basta cominciare a credere in qualcosa per farla diventare realtà...e per questo voglio condividere questo regalo con Natalia e Daniela, per i motivi che ognuna di voi conosce bene in questo momento; poi con Simone: per tutto quello che il tuo cuore desidera...perchè hai un cuore grande, raro, immenso...che sicuramente ha aiutato anche Attilio ad essere presente alla mia festa....però.....più di chiunque altro, voglio condividerlo con Maria, perchè sei stata il mio primo pensiero dopo aver ringraziato Attilio...e credo sia stato da lui ispirato questo mio pensiero... "Devo dirlo a Maria" l'ho pensato ininterrottamente.
Maria, questo quadrifoglio, con tutta la fortuna che porta, è anche per te, è qui per dirti: Pensa positivo e sarà positivo! ;)

Grande Attilio!!! Grazie dello splendido regalo! ;)

Ada

 
Verso il 24 gennaio... PDF Stampa E-mail

Ci stiamo avvicinando ad un giorno molto particolare per Attilio e la sua famiglia. Ci teniamo quindi a condividere due brevi ma importanti aggiornamenti:

-L’udienza del processo a carico di Mario Buono, Cosimo e Marco Di Lauro prevista il 12 dicembre 2011 è stata annullata. Pochi giorni fa sono state fissate le date delle due prossime udienze: 13 e 15 febbraio.

-Martedì 24 gennaio alle 18,30 presso la parrocchia di Maria Santissima Dell'Arco a Miano verrà celebrata la messa per ricordare, insieme alla famiglia Romanò, il nostro carissimo Attilio, nel settimo anniversario della sua tragica scomparsa. Nell'invitare tutti a questo importante momento di condivisione,  vi lasciamo accompagnare dalle parole di Maria:

"Chi ti ha strappato alla vita ingiustamente non sa che le stelle non muoiono, ma si trasformano in altra energia e questa energia ora vive in ognuno di noi"

 
3 anime vere PDF Stampa E-mail
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Attilio...Attilio….Attilio!

Sono io, Attilio. Scusa se ti disturbo…lo so, è agosto e vorrai riposarti anche tu, ma ci tengo a presentarti due amici. Sono sicuro che sarai contento e che ti farà piacere conoscerli. Che bella la stanza dove sei adesso: due finestre grandi e luminose, ornate da vasi di fiori coloratissimi. Sui muri, appesi i segni del tuo amore per la vita: la foto di Nat, la tua chitarra, la maschera e la tuta da sub, la tua raccolta di poesie, il tuo libro preferito, “Il gabbiano Jonathan Livingston”. Un inno alla libertà. Vedo appese anche due foto di Maradona: una con la maglia del Napoli, sponsor “Buitoni”, nell’istante in cui la palla si stacca dal suo piede sinistro in una delle sue letali punizioni, probabilmente contro la mia Juve. L’altra con la maglia dell’Argentina, qui non ci si può confondere sulla partita: semifinale Mexico ’86, Argentina-Inghilterra, un fotogramma del gol del 2-1, quello “dei 12 tocchi”, il più bel gol della storia del calcio.  Attilio, non so se sei appassionato di calcio (non ne abbiamo mai parlato), ma sicuramente ami la poesia e nella storia c’è chi le poesie le ha scritte con la penna e chi con i piedi ed un pallone. Alberto, i tuoi occhi si sono illuminati davanti alle foto del “Pibe de Oro”. Eh sì, Attilio, perché per Alberto il calcio era più che una passione. Pensa che gli hanno dedicato pure uno stadio. Stadio di Mugnano, “Alberto Vallefuoco”. La sua storia è così drammaticamente simile alla tua. Anche Alberto ucciso, insieme a Rosario e Salvatore, due colleghi, per uno scambio di persone. Come direbbe suo papà Bruno, i suoi killer persone sbagliate, al posto sbagliato nel momento sbagliato. 24 anni. La stessa età a cui Maradona lasciava il Barça e veniva salutato al San Paolo da 70000 tifosi. Alberto, tu a quell’età salutavi la vita ed i tuoi affetti. 24 anni. Gli stessi che oggi ha Lionel Messi, altro argentino, altro numero 10, già annoverato nella lista dei “più forti di sempre” . Sai, Alberto, oggi il dibattito è già aperto: più forte Messi o Maradona? No, non dire niente. So già come reagiresti ad una simile “provocazione”: come tutti i tifosi del Napoli. Scuoteresti la testa con sdegno, come di fronte ad un reato di lesa maestà, gonfieresti il petto con orgoglio e risponderesti: “Maradona con la “albiceleste” ha vinto un mondiale, quasi due, da solo, mentre Messi con una delle più forti “seleccion” di sempre cos’ha vinto?”. Alberto, lo sai che oggi nell’organigramma della S.S. Napoli, compare il tuo nome? Il segretario della società è un tuo omonimo. Curioso. Sembra che il destino abbia voluto risarcire la tua memoria nel tuo amato mondo del calcio. Caro Alberto, ha proprio ragione tuo papà Bruno: vite come le tue non hanno bisogno di essere romanzate. Sono così belle nella loro semplicità. Normalità che diventa eroica a causa di questa assurda violenza. Eroico cercare di guadagnarsi da vivere e costruirsi un futuro ed una famiglia: lo è stato per te ed Attilio. Eroico accompagnare proprio figlio a casa da scuola. Lo è stato per te, Silvia. 11 giugno 1997. L’estate alle porte. Tu che stringi nella tua mano quella di tuo figlio Francesco, Alessandra che ti guarda dal balcone e ti saluta.“L’etica libera la bellezza”, ce lo siamo detti a Napoli nel 2009. Silvia, se riuscissimo a spiegare, narrare, rappresentare la bellezza della mano di tuo figlio che si rifugia nella tua, il sorriso di una figlia che vede la mamma ed il fratellino rincasare. Sarebbe l’antidoto più potente a quella assurda tempesta di 40 proiettili destinati a qualcun altro, che però hanno colpito mortalmente te. Eppure tu, Alessandra e Francesco, hai continuato ad accompagnarli a scuola. Mi è bastato poco per capirlo: dalla loro solarità, dalla loro generosità, dalla loro capacità di trasformare il dolore in speranza, dalla determinazione con cui hanno dato vita alla fondazione che porta il tuo nome. E poi dai loro occhi: quattro perle in cui sembra specchiarsi l’azzurro del Golfo di Napoli. Tuo marito, Lorenzo è così orgoglioso di loro. Quasi quanto lo sei tu.

 

“E c’è un filo sottile da ponente a levante

che mantiene l’anima di questa Napoli ansante

Questa anima striscia con offese sul fianco e

trascina con sé le sue anime vere, son
le anime pure”

 

Attilio, lo hai scritto tu in una delle tue poesie. E’ bello sapere che oggi tre anime vere si sono incontrate.

 
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