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Il 7 dicembre 2010 con l'udienza preliminare ed il 2 febbraio 2011 con la prima udienza in Corte d'Assise, si è aperto il processo ai danni del presunto esecutore materiale e dei presunti mandanti dell'omicidio di Attilio. Dare conto delle udienze è uno dei modi per stare vicino a Natalìa, Rita e Maria.
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Giustizia per Attilio...atto settimo |
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Il 23 Novembre si è svolta la settima udienza a carico di Mario Buono, Cosimo e Marco Di Lauro per l’omicidio di Attilio.
All’ udienza sono stati ascoltati i collaboratori di giustizia Cerrato Carmine ed Esposito Biagio ed infine il maresciallo dei Carabinieri Lazzari che ha ricevuto delega dal pubblico ministero Stefania Castaldi nelle indagini a riscontro tra il collaboratore Capasso e l’ omicidio di Attilio.
I due collaboratori hanno ben definito le dinamiche della scissione dai Di Lauro ed hanno posto entrambi l’attenzione sulla sete di potere di Cosimo e sulla sua personalità “guerrigliera” al punto di non voler contrattare alcuna separazione diplomatica di alcuni gruppi poi riunitisi nei cosiddetti scissionisti.
I due all’epoca dei fatti erano tra gli scissionisti e pertanto le loro informazioni non sono state dirette ma riferite da terzi.
Inoltre sono state acquisite le dichiarazioni del pentito Misso Giuseppe.
La prossima udienza è fissata per il 12 Dicembre.
Maria Romanò
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Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 16:42 |
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Giustizia per Attilio...atto sesto |
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Mercoledì 19/10 si è svolta la sesta udienza a carico di Mario Buono, Cosimo e Marco Di Lauro per l’omicidio di Attilio.
Udienza “interlocutoria”, in cui è stato ascoltato il collaboratore di giustizia Giovanni Piana la cui testimonianza però, anche da quanto riferito dallo stesso avvocato della famiglia Romanò, non è stata considerata molto attendibile perchè basata su deduzioni e dichiarazioni fatte a lui da altri camorristi, attualmente detenuti. La difesa ha chiesto di poterli ascoltare in processo per verificare l’attendibilità della testimonianza del Piana. Da quest’ultimo, comunque, è stato ribadito che l'oggetto della vendetta trasversale era il socio di Attilio in quanto parente di Pariante e che dunque l'omicidio è stato un errore, nonché che il mandante è Cosimo Di Lauro. Tale versione è stata confermata da più parti e sembra, al momento, l'unico punto fermo del processo. Anche in questo caso, si deve fare i conti con una delle criticità tipiche dei processi di mafia: il quadro probatorio, imbastito sulla base di le testimonianze orali e spesso neanche dirette, necessita di essere corroborato da un’attenta valutazione dell’attendibilità delle “dichiarazioni incrociate” e da riscontri oggettivi, a discapito della “durata ragionevole” del processo. Peraltro, uno dei “confidenti” del Piana non sembra ritenuto molto affidabile avendo dimostrato in passato atteggiamenti ambigui e “doppiogiochisti” e facendo parte di due clan contemporaneamente.
Altro elemento degno di nota è che sono cadute le accuse a carico di Marco Di Lauro, che è uscito dal processo passando di fatto dallo status di latitante a quello di libero cittadino.
Il Pubblico Ministero ha chiesto di poter visionare nel dettaglio le motivazioni della Corte D'assise rispetto a questa decisione.
Prossima udienza fissata il 23 novembre
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Ultimo aggiornamento Martedì 08 Novembre 2011 12:57 |
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Giustizia per Attilio…atto quinto |
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Il 22 giugno scorso si è svolta la quinta udienza del processo a carico di Mario Buono, Cosimo e Marco Di Lauro per l’omicidio di Attilio.
Mario Buono, presunto esecutore materiale dell’omicidio, è stato trasferito nel carcere di Rebibbia ed è intervenuto all’udienza in videoconferenza.
La testimonianza del collaboratore di giustizia Maurizio Prestieri ha permesso di ricostruire le dinamiche interne ai clan che hanno portato alla faida scissionisti-Di Lauro: dinamiche connotate da efferatezza, spregiudicatezza ed assenza di regole, che portano all’uccisione di persone completamente estranee ai clan. In questo contesto devono essere inquadrati gli omicidi di Attilio e Gelsomina Verde, anche lei vittima innocente di quest’assurda violenza. Il Prestieri ha anche ricostruito l’ascesa al potere di Cosimo Di Lauro, accecato dalla sua ambizione a tal punto da non avere timore reverenziale neanche del padre Paolo. Rispetto all’omicidio di Attilio, il quadro probatorio a suo carico risulta al momento prevalentemente testimoniale
Scioccante la parte di deposizione in cui il collaboratore di giustizia ha raccontato con “disinvoltura” dei suoi venti omicidi: elementi di una quotidianità atroce, intrisa di violenza e disumanizzazione.
Prossima udienza: 19 ottobre. Noi continueremo a testimoniare.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Agosto 2011 17:52 |
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